A seguito di un’indagine preliminare voluta da Sky Italia e dalla lega calcio di Serie A, la Guardia di Finanza ha avviato il sequestro preventivo di una IPTV pirata, scoprendo che circa 50.000 utenti ne ricevevano i servizi.

Le forze dell’ordine stanno lavorando per identificare gli iscritti a questa piattaforma.

L’operazione della Guardia di Finanza

Il nome della piattaforma coinvolta non è stato ancora svelato, ma un video rilasciato dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano mostra l’URL, che al momento è oscurato. Si è scoperto che 50.000 utenti avevano avuto accesso a contenuti televisivi senza autorizzazione, portando così al sequestro della piattaforma pirata.La Guardia di Finanza ha sequestrato la piattaforma IPTV pirata

Dalle dichiarazioni della Guardia di Finanza è emerso che le indagini hanno rivelato l’esistenza di una vera e propria rete di IPTV illegali, che opera in diverse regioni del territorio nazionale con l’obiettivo di vendere dispositivi per dare l’accesso ai servizi IPTV senza pagare le dovute tasse.

Secondo le autorità l’uso delle VPN da parte di alcuni degli utenti, per restare nell’anonimato, ha reso più complessa la loro identificazione. Ciò nonostante, tre individui sospettati di essere a capo dell’organizzazione criminale sono stati accusati di aver infranto l’articolo 171 della legge italiana sul copyright, con conseguenti sanzioni o pene detentive.

L’avvertimento della Serie A

L’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, si è dichiarato

“estremamente soddisfatto dei risultati raggiunti nel campo della pirateria audiovisiva”.

Ora, secondo De Siervo, è il momento di rintracciare le persone che si sono iscritte a questo servizio evidentemente illegale.

“I colpevoli” dice “saranno individuati e puniti con sanzioni tra i 2.500 e i 25.000 euro”.

Non è la prima volta quest’anno che le forze dell’ordine compiono azioni per fermare il fenomeno del cosiddetto “pezzotto” e interrompere così la diffusione illecita dei canali attraverso IPTV illegali.

Ricordiamo, in febbraio, la denuncia di 223 utenti iscritti a piattaforme pirata nonché, in ottobre, un’altra operazione, denominata “La tempesta perfetta” che ha portato alla chiusura di oltre 5.500 siti illegali di streaming.

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