A volte tendiamo a sottovalutare il potere di internet, e l’impatto che alcune tecnologie possono avere anche su sistemi che visti da fuori sembrano semplicemente troppo grandi per essere toccati. Ebbene, un tribunale italiano ha recentemente ordinato a Cloudflare di oscurare tutto gli indirizzi IP che facilitano l’accesso al contenuto di IPTV, a seguito della denuncia portata avanti niente meno che della Lega Serie A e del colosso Sky, nel suo segmento italiano.

Vicende di questo tipo non sono nuove alla cronaca. Negli ultimi anni, sono stati moltissimi i soggetti che hanno accusato Cloudflare di adottare un atteggiamento passivo nei confronti dei siti pirata, ignorando le numerose sollecitazioni. Ciò nonostante, qualche settimana fa un tribunale italiano ha emesso una sentenza che obbligherà Cloudflare a prendere delle misure per arginare il problema.

Come già accennato, la Lega Serie A e Sky Italia hanno congiuntamente intrapreso le vie legali per porre fine all’accesso illecito ad IPTV THE BEST, popolare servizio dedicato al mercato italiano. In aggiunta alla loro causa, hanno anche chiesto a molte aziende di spicco come Vodafone, TIM, Fastweb, Wind e Tiscali, di non permettere ai loro utenti di accedere al servizio pirata.

Nello scorso settembre, quindi, la Corte di Milano ha sentenziato in favore di Sky e della Lega Serie A, imponendo alle compagnie sopra citate l’interruzione di ogni rapporto con il provider di IPTV.

Cloudflare in Italia

Un importante precedente

Nonostante la difesa di Cloudflare, che ha sollevato delle obiezioni anche sull’effettiva possibilità che la giurisdizione della Corte comprendesse la vicenda in questione, il tribunale di Milano non ha cambiato la sua posizione

La decisione della Corte di Milano stabilisce un precedente importante, perché prima di questa sentenza, la posizione di società come Cloudflare era sempre stata considerata ambigua da un punto di vista legislativo, risultando di difficile inquadratura soprattutto dal momento che le leggi Europee operano un distinguo fra hosting provider e servizi di intermediazione. Ma il tribunale ha in questo caso giudicato la distinzione come irrilevante, sottolineando la facilitazione della violazione di copyright.

L’avvocatessa Simona Lavagnini, che ha assistito Sky Italia durante la battaglia legale, ha definito la sentenza “importante”, essendo l’unica ad oggi che imponga il blocco nei confronti di un provider CDN in Italia.

Aumentano i blocchi ai danni di Cloudflare

Tuttavia, sebbene questa sentenza possa apparire come la prima  nel suo genere, Cloudflare si era già ritrovata in situazioni simili, avendo dovuto (per sua stessa ammissione) bloccare in precedenza altri 22 domini in Italia, sempre a seguito di sentenze di tribunale. Sebbene non siano stati resi noti i nomi della compagnia coinvolta, la sentenza ha riguardato 15 diversi account.

E’ difficile dire quali risvolti prenderà questa vicenda, che sebbene al momento riguardi solo l’Italia, getta le basi per altre azioni simili in molti paesi diversi, e non solo in Europa.

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