Cloudflare, una nota e distinta società americana che opera nei settori di sicurezza, servizi di DNS distribuiti e content delivery network, ha lanciato Warp, una VPN completamente gratuita e che promette sicurezza e velocità. Ma è tutto oro quello che luccica?

Il lancio del resolver DNS

Nel 2018, Cloudflare ha la rilasciato un resolver DNS che voleva essere un’alternativa più veloce e decisamente più sicura ai DNS resolver del proprio operatore telefonico o quelli di Google. Il resolver, impostabile sull’indirizzo 1.1.1.1, ha trovato l’approvazione sia dei più smanettoni sia del grande pubblico. In poche parole, faceva e fa quello che affermava di poter fare.

Ma che cos’è il resolver DNS? Semplicemente, è quello che permette di tradurre la dicitura “www.sitointernet.dominio” in una sequenza di 4 (o 6) valori numerici comprensibili da un server. Chiaramente, più è veloce la traduzione, più veloci saranno a caricare e ad apparire le varie pagine web. Oltretutto, nell’ottica di rendere il resolver DNS il più sicuro possibile, tutti gli indirizzi IP registrati vegono cancellati ogni 24 ore.

L’evoluzione: il lancio della VPN di Cloudflare

La VPN di Cloudflare non deve dunque destare sorprese. Si tratta più che altro di una naturale evoluzione delle tecnologie implementate in passato dall’azienda americana. Quello che ha destato stupore è la volontà di Cloudflare di dare il servizio completamente gratis. Se seguite il nostro blog, sapete sicuramente che delle VPN gratuite non bisogna fidarsi troppo. Quello che differenzia Cloudflare dalla competizione, però, è che loro trattano in prima persona, come core business, servizi di sicurezza.

Molte delle testate giornalistiche stanno dunque gridando al miracolo: finalmente una VPN gratuita che sarà in grado di garantire il totale anonimato e che potrà, sicuramente, aggirare i blocchi geografici! Ma è davvero così? Non ci sentiamo di confermare o confutare le parole spese dalle altre testate giornalistiche riguardo alla sicurezza della VPN di Cloudflare. Per quello, aspettatevi molto presto una recensione completa che ci permetterà di osservare più da vicino tutte le pratiche messe in atto dalla VPN. Per adesso, possiamo solo fare considerazioni su ciò che riguarda i blocchi geografici imposti dai giganti dei media, come Netflix, Hulu e Youtube.

Aggirare i blocchi geografici

L’utilizzo di una VPN per aggirare i blocchi geografici non è una novità: se prima Netflix permetteva di accedere al catalogo americano, con la progressiva adozione del servizio da parte di molte nazioni, questa pratica è diventata del tutto impossibile. La cosa è semplice: se 1000 utenti si connettono alla stessa VPN, Netflix si accorgerà che 1000 indirizzi IP uguali stanno guardando cose diverse. L’unica spiegazione plausibile, è che siano tutti connessi tramite un server VPN. Dunque, Netflix non fa fatica a bloccare gli indirizzi IP sospetti.

Per le VPN a pagamento che garantiscono di poter aggirare i blocchi geografici, si tratta di una guerra all’ultimo IP. Infatti, ogni volta che un indirizzo viene bannato da Netflix, devono prontamente aprire un server con un indirizzo IP diverso per garantire il servizio agli utenti. E questo, credetemi, costa.

Conclusione

La domanda, dunque, è una. Cloudflare ha le risorse economiche per affrontare i ban degli indirizzi IP? E, se sì, ha la volontà di farlo? Di una cosa siamo certi: se in questo momento la VPN di Cloudflare permette di connettersi ai cataloghi esteri di Netflix, non è assolutamente garantito che lo permetta fra un giorno, una settimana o un mese.

Se volete avere la certezza di potervi godere sempre il catalogo di Netflix estero senza interruzioni, vi consigliamo di utilizzare una delle VPN che abbiamo recensito. 5 Euro VPN, la nostra prima scelta, è davvero economica e riuscirà sicuramente a non farvi rimpiangere la poca trasparenza delle VPN gratuite.

A presto con la recensione della VPN di Cloudflare!

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