Questa settimana, Facebook si è nuovamente scontrato con la corte belga per combattere il ban sul tracking che la corte ha ordinato nel 2018. L’anno scorso, infatti, la corte ha dichiarato che il social network stava infrangendo la legge sulla privacy del Paese. La multa, secondo quanto riportato, sarebbe stata di € 250.000 al giorno, in caso in cui Facebook non avesse smesso di tracciare i propri utenti

Il caso

Il caso, aperto nel 2018, mirava a terminare le pratiche di tracking di Facebook verso i proprietari, e non, di un account. Il social network, notoriamente, colleziona questi dati per venderli ad agenzie pubblicitarie. Queste particolari aziende usano questi dati per offrire pubblicità invasive, basate sul comportamento onine. Tracciare il comportamento degli utenti senza che essi siano informati è contrario alle leggi sulla privacy del Belgio, motivo per il quale la corte ha ordinato alla piattaforma di smettere di collezionare i dati. Se Facebook non dovesse collaborare, pagherebbero una multa giornaliera di € 250.000.

Le dichiarazioni dell’autorità belga per la protezione dei dati

L’autorità belga per la protezione dei dati ha spiegato le ragioni che hanno spinto la corte a imporre questo ban:”Dato che i plugin di Facebook si trovano all’interno di milioni di siti internet, Facebook può mappare tutti i comportamenti degli utenti, sia che siano iscritti alla piattaforma, sia che non lo siano. I dati collezionati da Facebook hanno a che fare con una moltitudine di questioni, anche molto private: salute, sessualità e preferenze politiche sono solo alcune delle informazioni raccolte dal social network. Grazie a queste informazioni, può mostrarti pubblicità altamente collegate a ciò che hai visitato in passato, aumentando la tua risposta emotiva ai prodotti, ai servizi o ai messaggi politici che stanno cercando di veicolare per generare introiti. Secondo l’autorità belga, Facebook sta ancora infrangendo la legge, soprattutto alla luce del fatto che, dall’inizio del caso giudiziario, le leggi sulla privacy in Belgio sono diventate molto più rigide.

Il caso giudiziario secondo Facebook

La risposta di Facebook al caso giudiziario è il loro nuovo tool che ha l’obiettivo di cancellare la cronologia, dando a ogni utente più informazioni e maggiore controllo su quali dati la piattaforma ha collezionato da altri siti. “Abbiamo implementato molti cambiamenti per aiutare le persone a comprendere in maniera più chiara i nostri strumenti e come utilizzarli, spiegando loro che esistono molte scelte riguardanti la propria privacy e quello che si decide di condividere con Facebook”.

Proteggere la tua privacy

Proteggere la tua privacy, però, non è in ultimo compito di un’autorità o delle compagnie che ti forniscono i servizi: bensì è compito tuo! Usare una VPN è il modo più facile e veloce per navigare in Internet nel più totale anonimato. In questo modo, nessuno potrà collegare la tua cronologia a te. Se vuoi sapere come funzionano le VPN, abbiamo un articolo dedicato che ti consigliamo di leggere, insieme a quello che tratta le 10 migliori VPN secondo le nostre recensioni.

Buona lettura!

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