Face App e il Problema Della Sicurezza

Vi ricordate di quella fantastica app che, un paio di anni fa, ti permetteva di cambiare sesso e renderti più giovane o più anziano? Grazie a una “challenge”, e a una grossa miglioria nell’algoritmo di invecchiamento foto, essa è ritornata più forte che mai. Sembra essere ormai diventata il nuovo tormentone dell’estate. Ma essendo l’app completamente gratuita…cos’hanno da guadagnarci gli sviluppatori?

Invecchiare volti: è davvero così divertente?

Chiunque, almeno una volta nella vita, si è chiesto come sarebbe stato tra quarant’anni. O come sarebbe il fidanzato o la fidanzata, o i propri genitori. Questo elemento di curiosità, unito al fatto che Face App è gratis, ha permesso a questo software di scalare le vette degli store.

La gratuità, però, deve sempre destare sospetti: chi passa anni a sviluppare un’app, di sicuro non lo fa per la gloria eterna. Soprattutto chi cerca la viralità, come nel caso di un’app per cambiare le facce. I sospetti, poi, sono aumentati non appena alcuni utenti si sono accorti che gli sviluppatori sono russi.

FaceApp e privacy

Uno sviluppatore dal nome di Joshua Nozzi ha postato alcuni tweet dichiarando che “FaceApp, l’app per cambiare faccia, carica tutte le tue foto una volta dati i permessi per la galleria”. Da questi tweet sono nati diversi articoli di giornale, ripresi poi da alcune testate giornalistiche molto famose.

Da allora, Joshua ha scritto un articolo dove spiega che le sue affermazioni erano in realtà errate, e che non c’è evidenza di questo comportamento. Nonostante ciò, egli prosegue dicendo che è molto importante prestare attenzione ai termini e le condizioni del servizio riportate all’interno dell’app

Facciamo un bel selfie…delle tue info private

Per togliervi un po’ di lavoro, abbiamo trovato e tradotto un estratto dei termini che si accettano una volta scaricata l’app.

“Usando questo programma, concedi a FaceApp una licenza gratuita di usare, riprodurre, modificare, adattare, pubblicare e mostrare tutti i tuoi contenuti e tutti i nomi, username e informazioni connesse in qualsiasi formato, e tramite qualsiasi canale conosciuto, in fase di sviluppo o non ancora creato. Questa licenza è perpetua, irrevocabile, non esclusiva, priva di royalty, mondiale, trasferibile, licenziabile”.

Non male, vero? Non solo, la loro policy sulla privacy afferma anche che controlleranno la cronologia di tutti i browser installati per “aiutare FaceApp a misurare anonimamente il traffico e i trend di utilizzo”.

La risposta di Face App

Dopo tutte queste accuse, un portavoce dell’app ha preso in mano la situazione, dichiarando che l’algoritmo di invecchiamento è sì fatto in cloud, ma ciò non significa che tutte le tue immagini vengono caricate senza il tuo permesso. Non solo, per questioni di spazio server, tutte le foto caricate vengono cancellate dopo 48 ore.

Il portavoce afferma inoltre che l’app funziona anche senza effettuare il login, cosa che 99% degli utenti non fa. “Dunque”, continua, “non abbiamo accesso a nessun tipo di dato che possa identificare un individuo”. Riguardo a ciò che fanno con i dati degli utenti, il portavoce dichiara: “Non vendiamo i dati a nessuna azienda, né li mandiamo al governo russo”.

Nonostante questa risposta, molti utenti non si dicono soddisfatti delle loro spiegazioni. Secondo alcuni, la terminologia utilizzata nella policy sulla privacy è decisamente fuori luogo.

Uno studio del The Independent ha però scoperto che la maggior parte delle app presenti sugli store ha questo stesso tipo di terminologia. Purtroppo, questa cosa, non dovrebbe farci sentire meglio.

FaceApp e privacy: le preoccupazioni sono esagerate?

Lo studio del The Independent ci ha fatto capire una cosa: le accuse mosse verso Face App dovrebbero essere mosse, similmente, verso migliaia di altre app che usiamo quotidianamente. È importante essere sempre consapevoli dei permessi che garantiamo alle app installate sui nostri telefoni. Non sappiamo mai in che mani potrebbero finire.